Chiusa di Rio Pusteria

Palladio ha operato nell’intervento di recupero della Chiusa di Rio Pusteria.

Qui sotto tutti i dettagli del progetto.

Progetto: Intervento di recupero della Chiusa di Rio Pusteria

Progettista: Arch. J. Rieder, Mühlbach

Località: Mühlbach, Bolzano

Periodo di realizzazione: 1998 – 1999

Serramenti: Heidenberger & Huber

Carpenteria: Heidenberger & Huber

Foto: Christian Unterkircher

Riferimento: N. 4 – 2000

Una storia ricca di avvenimenti iniziata attorno all’anno Mille, una fortificazione posizionata in corrispondenza di un restringimento naturale della valle creato dall’andamento scosceso dei suggestivi pendii circostanti. Questa in sintesi la Chiusa di Rio Pusteria, scenario di aspre lotte e di lunghe contese, ora al centro di un sapiente progetto di recupero volto a scardinare un radicato sistema di convinzioni architettoniche.

Gli sforzi per conservare lo storico sito si sono concentrati prevalentemente sul corpo centrale della struttura, la cosiddetta “Torre dell’Imperatore”, a forma di ferro di cavallo e articolata in più livelli. La millenaria torre culmina con la realizzazione di un’innovativa copertura in acciaio e vetro la quale evoca l’immagine di una foglia nervata lievemente adagiata sulle strutture in elevazione dei resti dell’antico edificio che ritrova così nuova anima.

La copertura, concava in corrispondenza dell’attacco con la colonna centrale portante, presenta un’orditura principale costituita da profili tubolari in acciaio le cui teste trovano alloggiamento all’interno di un profilo a “C” ancorato perimetralmente alla muratura retrostante. Un sistema di tiranti in acciaio collega tra loro le travi dell’orditura principale al fine di sostenere le ampie lastre in vetro della copertura e di contrastare violenti fenomeni atmosferici quali forti nevicate. Un progetto fatto di poche ma ingegnose intuizioni rese attuabili grazie all’impiego dell’acciaio, materiale che gioca un ruolo di primo piano conferendo alla struttura solida essenzialità e leggerezza visiva. Un’agile soluzione che soppianta la prima ipotesi progettuale la quale prevedeva lo sviluppo di un’invasiva struttura a traliccio meno contenuta negli ingombri dimensionali che avrebbe compromesso l’identità del contesto. Al contrario la scelta dell’acciaio non solo esalta il fascino originario della torre inserendosi armonicamente nell’architettura preesistente con il minimo impatto ma caratterizza qualitativamente l’intervento sotto il profilo funzionale e prestazionale lasciando impercettibili segni. Un fluido percorso di luci e spazi all’insegna di una continuità culturale con il passato che preserva l’esclusiva amenità del luogo e tutta la riservatezza che esso offre.

Un materiale protagonista indiscusso anche nella soluzione dei dettagli quali la scala a chiocciola avvolta da un elegante parapetto in acciaio che, diramandosi dalla colonna portante, enfatizza il percorso a spirale di collegamento verticale fra i vari livelli in cui la torre si articola conferendo vigore alle spazialità esistenti.

Un luminoso ritorno di un locale storico al di là del quale è possibile scorgere un panorama avente la stessa forza evocativa di una poesia.