Rifacimento tetto Venezia

Palladio ha operato nel rifacimento tetto Venezia di un’abitazione in una corte interna.

Qui sotto tutti i dettagli del progetto.

Progetto: Copertura corte interna in acciaio e vetro

Progettista: Arch. Massimo Pizzi Gasparon Contarini

Committente: privato

Profili in acciaio per coperture: Palladio Srl

Ubicazione: Venezia, San Polo Ramo Pisani 2761

Tempistica di realizzazione: 2015-2016

Ultimazione: 2016

Documentazione fotografica: Auge Editore

Intervenire in un contesto storico, delicato e vulnerabile, come appunto quello veneziano, è sempre un’azione lungamente calibrata e studiata, fosse anche solo per le tempistiche delle procedure di verifica ed approvazione dei progetti che portano a riflettere molto prima di agire. L’intervento qui presentato non fa eccezione, considerata la fragilità e l’importanza del contesto in cui si va ad operare.

Ci troviamo all’interno della corte di uno storico palazzo veneziano con impianto gotico, prospiciente Rio di San Polo e Rio Tera’ dei Nomboli. L’isola del Rio Tera’ dei Nomboli fa parte del sestiere di San Polo ed è nata storicamente dall’accorpamento di tre isole per azione degli interramenti dei rii dei Nomboli e dei Saoneri avvenuti fra il XVIII ed il XIX secolo. Questa parte del tessuto edilizio si sviluppa verso l’interno del sestiere seguendo il tipico schema gotico: una calle principale o fondamenta che fa da spina e calli minori disposte perpendicolarmente.

Il progetto prevedeva la copertura di una porzione dello spazio interno della corte del palazzo, un ambito di circa 25 mq per uno sviluppo di 7,7 m x 3,35 m, con destinazione residenziale. La corte presentava già una copertura degli spazi di deposito a servizio del palazzo che di fatto andava ad occupare gran parte dello spazio interno, impedendone di coglierne visivamente l’unità formale.

La struttura portante della nuova copertura ha previsto l’impiego di travi principali realizzate con profili tubolari in acciaio per una luce di 3,35 m, poste con interasse di 2,4 m. L’orditura secondaria è stata realizzata sempre con profili tubolari in acciaio, con sezione dimensionalmente ridotta rispetto all’orditura primaria, con interasse di circa un metro. La scelta della specifica divisione in moduli e del passo delle travi risponde sia ai criteri di verifica statica della struttura, sia alla necessità di poter agevolmente movimentare in cantiere componenti metalliche e lastre di vetro, avendo a disposizione spazi di manovra limitati ed un angusto accesso alla corte tramite una calle di ridottissime dimensioni di larghezza. Il progetto delle fasi di cantierizzazione è stato di fatto un progetto all’interno del progetto più ampio dell’intero intervento.

La copertura ha previsto l’impiego di lastre di vetro temperato e stratificato 10+10mm, intercapedine con gas Argon e vetro stratificato 5+5m bassoemissivo. La nuova struttura portante – avvantaggiandosi delle capacità resistive delle sezioni portanti in acciaio, con conseguente contenimento dei pesi rispetto ad altri schemi costruttivi impiegando altri materiali – non ha determinato sostanziali aumenti di carico a livello delle fondazioni, di fatto non modificando l’interazione fra struttura in elevazione, piano delle fondazioni e terreno. Tale aspetto è stato uno dei principali punti che hanno fatto propendere la scelta per una soluzione con impiego di profili in acciaio.

Le viste della nuova configurazione della corte interna, specialmente quelle dall’alto, offrono nuovamente la possibilità di cogliere l’interezza dello spazio, cuore riservato e protetto presente in molti palazzi nobiliari di Venezia.